Sono sempre meno i giovani ad essere attratti da una carriera nel settore immobiliare. Ma perché questo gap generazionale? Un tempo era uno dei lavori a cui miravano tutti, attirati dai guadagni abbastanza alti e soprattutto dal poco impegno necessario. Vediamo nello specifico cosa è cambiato.

Il settore era molto promettente all’inizio del nuovo millennio, l’immagine che risultava dalla categoria degli agenti immobiliari era di lavoratori con ottimi guadagni in seguito ad un lavoro che comportava il minimo sforzo. Quest’immagine si è distorta nel tempo, sempre meno giovani sono attirati da questo impiego perché ne risulta una condizione lavorativa dai guadagni incerti e di un lavoro molto impegnativo. A questa scoraggiante prospettiva si unisce anche la poca voglia delle agenzie immobiliari di preparare nuove generazioni di agenti immobiliari: non è solo una mancanza di voglia, spesso è anche una mancanza di tempo; le agenzie preferiscono impegnare tutte le loro risorse per incrementare le vendite, piuttosto che per crearsi uno staff più grande.

Avvicinare i giovani al concetto di casa

Avere degli agenti immobiliari under 30, oltre ad essere un incentivo per avere uno staff energico e preparato, ha tra i suoi pregi anche il poter avvicinare i giovani al concetto di casa. Avere a che fare con un proprio coetaneo che illustra le varie modalità di acquisto di una casa, con tutte le specifiche e le agevolazioni che esistono per gli under 35. Complice la crisi economica e la conseguente difficoltà di non riuscire a trovare un lavoro, sono pochissimi i giovani under 35 che decidono di acquistare una casa: nonostante le agevolazioni siano ottime, non c’è la possibilità di compiere questo grande passo, a discapito della propria libertà personale.
Dunque non è solo il lavoro di agente immobiliare a non interessare più ai giovani, ma è anche la stessa casa ad aver perso interesse. Questa perdita di interesse è anche in parte dovuta alle poche disponibilità economiche che caratterizzano la nuova generazione. Mentre prima possedere una casa o un’auto definivano lo status symbol adesso non sono più proprietà fondamentali.

I motivi del divario generazionale

Come in ogni ambito, anche lo sviluppo tecnologico ha avuto la sua parte in questo abbandono della professione di agente immobiliare da parte dei più giovani. Questi ultimi sono ormai abituati ad avere tutto a portata di smartphone, a poter concludere esami, acquisti e pagamenti tramite il telefono. In quest’ottica, organizzare degli appuntamenti per far visitare un’immobile ad un eventuale compratore sembra una perdita colossale di tempo. Ma proprio la nuova tecnologia, che sembra aver allontanato i giovani dal settore immobiliare, può essere un ponte per attirarli di nuovo: bisogna infatti adeguarsi ai tempi con un rinnovamento tecnologico che preveda un’innovazione complessiva di strumenti e di processi. Non si tratta più del passaggio dalla carta al digitale, ma si tratta della ridefinizione dell’ambiente di lavoro. L’ufficio non è più un semplice luogo di lavoro, ma un luogo di interazione, dove incontrare i colleghi, i clienti e trovare l’ambiente ideale per per dedicarsi alle attività che necessitano macchine da ufficio condivise e sempre funzionanti, ma sempre per il tempo strettamente necessario. È infatti frutto della nuova generazione l’idea del coworking: condividere l’ufficio non più solo tra colleghi ma anche con altri professionisti di altri ambiti, per favorire l’interazione sociale e gli scambi intellettuali tra realtà diverse.
Se i giovani torneranno a frequentare le agenzie immobiliari, saranno nuovamente ambasciatori verso i propri coetanei e parleranno di un nuovo modo di approcciarsi all’immobiliare, che porterà i nati dal 1980 in poi ad essere i futuri acquirenti, sempre quando inizierà di nuovo a girare il mondo del lavoro, di un parco immobili che sarà innovato per essere all’altezza della visione che i giovani di oggi hanno del mondo di domani.

Le agevolazioni: Il Fondo Garanzia Prima Casa

Il Fondo Garanzia Prima Casa è un fondo che consente l’accesso al credito anche alle giovani coppie e alle famiglie in difficoltà, che intendono acquistare una casa. Questo fondo ha durata quadriennale, durerà fino alla fine del 2017 ed ammonta a 670 milioni di euro (più contributi di Regioni e Enti pubblici e privati). È possibile applicarlo sui mutui non superiori a 250 mila euro, sui quali si riesce a concedere garanzie economiche del 50% della quota capitale. In questo modo la banca non ha necessità di chiedere ulteriori garanzie all’acquirente. Una delle novità del Fondo Garanzia Prima Casa è che può essere richiesto anche per la ristrutturazione della prima casa o per interventi che mirano al miglioramento dell’efficienza energetica della casa.

Conclusioni

Anche se sempre meno giovani s’inseriscono nel settore immobiliare, quest’ultimo resta un settore in grado di dare grandi soddisfazioni. Bisogna solo trovare l’agenzia giusta e la giusta motivazione per proseguire in un lavoro che, per quanto sia impegnativo, è capace di portare a grandi successi.